IL TABARRO

Libretto


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Un angolo della Senna, dove è ancorato il barcone di Michele.

La barca occupa quasi tutto il primo piano della scena ed è congiunta al molo con una passerella.

La Senna si va perdendo lontana. Nel fondo il profilo della vecchia Parigi e principalmente la mole maestosa di Notre-Dame staccano sul cielo di un rosso meraviglioso.

Sempre nel fondo, a destra, sono i caseggiati che fiancheggiano il lungo Senna e in primo piano alti platani lussureggianti.

Il Barcone ha tutto il carattere delle consuete imbarcazioni da trasporti che navigano la Senna. Il timone campeggia in alto della cabina. E la cabina è tutta linda e ben dipinta con le sue finestrette verdi, il fumaiolo e il tetto piano, a mo' d'altana, sul quale sono alcuni vasi di gerani. Su una corda sono distesi i panni ad asciugare. Sulla porta della cabina, la gabbia dei canarini.

È il tramonto.

(Il velario si apre prima che incominci la musica.)

(Giorgetta è intenta a diverse faccende; ritira alcuni panni stesi ad asciugare; cava un secchio d'acqua dal fiume e inaffia i suoi fiori; ripulisce la gabbia dei canarini.)

(Michele, colla pipa spenta, è immobile presso il timone guardando il sole che tramonta. Sulla sponda della Senna sta un carro con un cavallo; sacchi di cemento vi sono accatastati. Alcuni uomini vanno e vengono; gli scaricatori salgono dalla stiva col loro sacco pesante sulle spalle e lo portano sul carro.)

(Suono prolungato di sirena di rimorchiatore.)

(Alcuni scaricatori salgono dalla stiva.)

(Cornetta d'automobile lontana.)

(Sirena più lontana di rimorchiatore.)

(Altri scaricatori salgono dalla stiva.)

Giorgetta
O Michele?... Michele?...
Non sei stanco d'abbacinarti al sole che tramonta?
Ti sembra un gran spettacolo?

Michele
Sicuro!

Giorgetta
Lo vedo bene: dalla tua pipa il fumo bianco non sbuffa più!

Michele (accennando agli scaricatori)
Han finito laggiù?

Giorgetta (premurosamente)
Vuoi che discenda?

Michele
No. Resta. Andrò io stesso.

Giorgetta
Han lavorato tanto!... Come avean promesso,
la stiva sarà sgombra,
/ e per doman si potrà caricare.
|
| Scaricatori [coro] (dal disotto del barcone)
\ Oh! Issa! Oh!

Giorgetta
Bisognerebbe compensare questa loro fatica:
un buon bicchiere.

Michele
Ma certo. Pensi a tutto, cuore d'oro!

Scaricatori
Oh! Issa! Oh! Un giro ancor!
(con accento pesante e con voce lontano)
Se lavoriam senza ardore,
si resterà ad ormeggiare,
et Margot ...

Michele
Porta loro da bere.

Scaricatori
... con altri ne andrà.

Giorgetta
Sono alla fine: prenderanno forza.

/ Michele
| Il mio vinello smorza la sete, e li ristora.
|
| Scaricatori
\ Oh! Issa! Oh! Un giro ancor!
(con accento pesante)
Non ti stancar, battelliere;
dopo potrai ripostasare,
e Margot felice sarà

Michele (avvicinandosi a Giorgetta affettuosamente)
E a me, non hai pensato?

Giorgetta (scostandosi un poco)
A te?... Che cosa?

Michele (cingendola con un braccio)
Al vino ho rinunciato;
ma, se la pipa è spenta,
/ non è spento il mio ardore...
|
| Scaricatori
\ Oh! Issa! Oh! Un giro ancor!
(con accento pesante, con voce lontana)
Ora la stiva è vuotata,
/ chiusa è la lunga giornata,
| e Margot...
|
| Michele (La bacia: Giorgetta gli porge la guancia e non la bocca.)
| Un tuo bacio, o mio amore ...
\ (s'avvia verso la stiva e vi discende)

Scaricatori
... l'amor ti darà!

Luigi (passando dalla banchina sul barcone)
Si soffoca, padrona!

Giorgetta
Lo pensavo. Ho quel che ci vuole.
Sentirete che vino!
(entra nella cabina dando una lunga occhiata a Luigi)

Tinca (uscendo dalla stiva col carico sulle spalle)
Sacchi dannati! Mondo birbone!
Spicciati, Talpa! Si va a mangiare!

Talpa (salendo dalla stiva con un carico sulle spalle)
Non aver fretta, non mi seccare!
Ah! questo sacco spacca il grappone!
Dio! che caldo!...
(scotendo la testa e tergendosi il sudore col rovescio della mano)
O Luigi, ancora una passata.

Luigi (indicando Giorgetta che reca la brocca del vino e i bicchieri)
Eccola la passata!... Ragazzi, si beve!
Qui, tutti insiem lesti! Lesti! Pronti!
(Tutti accorrono alla chiamata, facendosi intorno a Giorgetta che distribuisce i bicchieri.)
Nel vino troverem l'energia per finir!
(beve)

Giorgetta (ridendo)
Come parla difficile!... Ma certo: vino alla compagnia!
Qua, Talpa! Al Tinca!... A voi! Prendete!
(mesce da bere)

Talpa
Alla salute vostra il vino si beva!
S'alzi il bicchier! Bevo! Viva!
(Il carrettiere se ne va con il suo carico di cemento, dopo di aver bevuto un bicchiere di vino.)
Tanta felicità per la gioia che dà!
(si asciuga la bocca con il dorso della mano)

Giorgetta
Se ne volete ancor!...
(mesce di nuovo al Talpa)

Talpa
Non si rifiuta mai!

Giorgetta (agli altri)
Avanti coi bicchieri!

Luigi (indicando un suonatore di organetto che passa sulla banchina)
Guarda là l'organetto!
È arrivato in buon punto.
(chiamo il suonatore ambulante)

Tinca (alzando il bicchire)
In questo vino affogo i tristi pensieri.
Bevo al padron!
(a Giorgetta che mesce ancora)
Viva! Grazie, grazie!
L'unico mio piacer sta qui in fondo al bicchier!

Luigi (al suonatore)
Ei, là! Professore! Vien qua!
(agli amici)
Sentirete che artista!

Giorgetta (a Luigi, come per sedurlo a ballare con lei)
Io capisco una musica sola:
quella che fa callare.

Tinca (si fa avanti per il primo)
Ma sicuro!
Ai suoi ordini sempre, e gamba buona!

Giorgetta
To'! (ridendo) Io ti prendo in parola.

Tinca (contento)
Ballo con la padrona!

(Il Tinca e Giorgetta ballano. Luigi e il Talpa si tappano le orecchie alle stonature dell'organetto.)

Luigi (ridendo)
La musica e la danza van d'accordo.

(Si ride; ma si vide anche di più perché il Tinca non riesce a prendere il passo e a mettersi d'accordo con Giorgetta.)

Luigi (al Tinca che balla strisciando i piedi)
Sembra che tu pulisca il pavimento!

Giorgetta
Ahi! m'hai pestato un piede!

Luigi
Va'!
(allontanando il Tinca con una spinta e sostituendolo)
Lascia! Son qua io!
(balla con Giorgetta; questa si abbandono languidamente fra le braccia di Luigi)

(Michele appare dalla stiva.)

Talpa
Ragazzi, c'è il padrone!

(I due smettono di ballare. Luigi fa cenno di smettere al suonatore e gli dà una moneta. Il suonatore se ne va. Luigi e gli altri scaricatori scendono nella stiva, mentre Michele si avvincina a Giorgetta.)

Giorgetta (dopo essersi ravviati i capelli, a Michele con stentata naturalezza)
Dunque, che cosa credi?
Partiremo la settimana prossima?

Michele (vagamente)
Vedremo.

Giorgetta
Il Talpa e il Tinca restano?

Michele
Resterà anche Luigi.

Giorgetta
Ieri non lo pensavi.

Michele
Ed oggi, penso.

Giorgetta
Perché?

Venditore di canzonette (interno, un poco lontano)
Chi vuol l'ultima canzonetta?

Michele
Perché non voglio ch'egli crepi di fame.

Giorgetta
Quello s'arrangia sempre.

/ Michele
| Lo so: s'arrangia, è vero.
|
| Venditore
\ Chi la vuole?

Michele
Ed è per questo che non conclude nulla.

Giorgetta (seccata)
Con te non si sa mai chi fa male o fa bene!

Venditore (più vicino)
Chi la vuole?

Michele
Chi lavora si tiene.

(Sirena lontana di rimorchiatore.)

Giorgetta
Già discende la sera...
Oh che rosso tramonto di settembre!
Che brivido d'autunno!
Non sembra un grosso arancio
questo sole che muore nella Senna?
Guarda laggiù la Frugola!

Venditore (più vicino ancora)
Chi la vuole, ...

Giorgetta
La vedi?

Venditore
... con musica e parole?

Giorgetta
Cerca di suo marito e non lo lascia!...

Michele
È giusto. Beve troppo!

Giorgetta
Non lo sai che è gelosa?
(scrutando Michele)
O mio uomo, non sei di buon umore!
Che hai?... Che guardi?... E perché taci?...

(Il venditore di canzonette sulla strada al di là della Senna, seguito da un uomo che porta una piccola arpa ed armacollo. Alcune Midinettes, che escono da una casa di mode, lo attorniano.)

Venditore
Chi la vuole l'ultima canzonetta?

Midinettes
Bene! bene!
Sì sì!

(L'arpista ha deposto lo strumento, si è seduto su un piccolo sgabello portatile e si accinge a suonare; il venditore di canzonette è pronto a cantare e le Midinettes ad ascoltare.)

Michele
T'ho mai fatto scenate?

Giorgetta
Lo so bene: tu non mi batti!

Venditore
Primavera, primavera,
/ non cercare più i due amanti
| là fra l'ombre della sera.
|
| Michele
\ Che? lo vorresti?

Giorgetta
Ai silenzi tal volta, sì, preferirei lividi di percosse!

Venditore
Primavera, primavera!
Chi ha vissuto per amore,
per amore si morì.
È la storia di Mimì!

(Le ragazze comprano la canzonetta e due se ne vanno leggendola.)

Giorgetta (che ha seguito Michele, con insistenza)
Dimmi almeno che hai!

Michele
Nulla!... Nulla!...

Venditore
Chi aspettando sa che muore
/ conta ad ore le giornate
| con i battiti del cuore, ...
|
| Giorgetta
| Quando siamo a Parigi,
\ io mi sento felice!

Michele (calmo)
Si capisce.

Giorgetta
Perché?

Venditore
... conta ad ore le giornate.
Ma l'amante non tornò
e i suoi battiti finì
anche il cuore di Mimì!

(Il venditore di canzonette s'allontana seguito dall'arpista; le ragazze, leggendo sui foglietti comperati, sciamano, ripetendo l'ultima strofa della conzonetta.)

Midinettes (interno lontano)
Conta ad ore le giornate,
ma l'amante non tornò
e i suoi battiti finì
larà, larà, larà,
anche il cuore di Mimì!

(La Frugola è apparsa sulla banchina, attraversa la passerella e sale sul barcone. Ha sulle spalle una vecchia sacca gonfia di ogni sorta di roba raccattata.)

Frugola
O eterni innamorati, buona sera.

Giorgetta
Oh buona sera, Frugola!

(Michele, dopo avere salutato con un gesto la Frugola, si allontana ed entra nella cabina.)

Frugola
Il mio uomo ha finito il lavoro?
Stamattina non ne poteva più dal mal di reni.
Faceva proprio pena.
Ma l'ho curato io:
uno buona frizione
e il mio rum l'aha bevuto la sua schiena!
(Sghignazza forte, poi getta a terra la sacca e vi fruga dentro con voluttà, cavandone vari oggetti.)
Ah! Giorgetta, guarda: un pettine fiammante!
So lo vuoi, te lo dono.
È quanto di più buono ho raccolto in giornata.

Giorgetta (prendendo il pettine)
Hanno ragione di chiamarti Frugola;
tu rovisti ogni angolo
ed hai la sacca piena.

Frugola (mostrando la sacca)
Se tu sapessi gli oggetti strani
che in questa sacca sono racchiusi!
Guarda! guarda!
è per te questo ciuffo di piume.
Trine e velluti, stracci, barattoli.
Vi son confusi gli oggetti strani.
Strane reliquie, i documenti di mille amori.
Gioie e tormenti quivi raccolgo,
senza distinguere fra i ricchi e il volgo!
(tira fuori dalla sacca un cartoccio)

Giorgetta
E in quel cartoccio?

Frugola
Cuore di manzo per Caporale,
il mio soriano dal pelo fulvo,
dall'occhio strano, che non ha uguale!

Giorgetta (ridendo)
Gode dei privilegi il tuo soriano!

Frugola
Li merita! Vedessi!
(schignazza)
È il più bel gatto, il mio più bel romanzo.
Quando il mio Talpa è fuori, mi tiene compagnia
e insieme noi filiamo noi viliam
i nostria amori, senza puntigli e senza gelosia.
Vuoi saperla la sua filosofia? Ron, ron, ron:
meglio padrone in una catapecchi che servo in un palazzo.
Ron, ron, ron, ron, ron: meglio cibarsi
con due fette di cuore che logorare
il proprio nell'amor!

Talpa (appare dalla stiva seguito da Luigi)
To'! guarda la mia vecchia!...
Che narravi?

(Tromba d'automobile lontana.)

Frugola
Parlavo con Giorgetta del soriano.

Michele (uscendo dalla cabina, s'avvicina a Luigi)
O Luigi, domani si carica del ferro.
Vieni a darci una mano?

Luigi
Verrò, padrone.

Tinca (venendo dalla stiva, seguito dagli altri scaricatori che se ne vanno per lan banchina dopo di avere salutato Michele)
Buona notte a tutti.

Talpa (al Tinca)
Hai tanta fretta?

Frugola
Corri ad ubbriacarti?
(al Tinca)
Ah! se fossi tua moglie!

Tinca
Che fareste?

Frugola
Ti pesterei finché non la smettessi
di passar le notti all'osteria.
Non ti vergogni?

Tinca
No, no, no! Fa bene il vino!
Si affogano i pensieri di rivolta:
che se bevo non penso,
e se penso non rido!
Ah! ah! ah! ah! ah! ah!
ah! ah! ah! ah! ah! ah! ah!
(s'incammina sghignazzando, mentre Michele discende nella stiva)

Luigi
Hai ben ragione; meglio non pensare,
piegare il capo ed incurvar la schiena.
Per noi la vita non ha più valore,
ed ogni gioia si converte in pena.
I sacchi in groppa e giù la testa a terra!
Se guardi in alto, bada alla frustata.
(con amarezza)
Il pane lo guadagni col sudore,
e l'ora dell'amore va rubata!
V rubata fra spasimi e paure
che offuscano l'ebbrezza più divina.
Tutto è conteso, tutto ci è rapito
la giornata è già buia alla mattina!
Hai ben ragione; meglio non pensare.
Piegare il capo ed incurvar la schiena!

Tinca
Segui il mio esempio: bevi!

Giorgetta (intervenendo)
Basta!

Tinca (fissandola)
Non parlo più!
A domani, ragazzi, e state bene.
(s'incammina e scompare per la banchino)

Talpa (alla Frugola)
Ce n'andiamo anche noi?
Son stanco morto.

Frugola
Ah! quando mai potremo comprarci una bicocca?
Là ci riposeremo.

Giorgetta
È la tua fissazione, la campagna!

Frugola
Ho sognato una casetta
con un piccolo orticello.
Quattro muri, stretta stretta,
e due pini per ombrello.
Il mio vecchio steso al sole,
ai miei piedi Caporale,
e aspettar così la morte
che è rimedio d'ogni male!

Giorgetta
È ben altro il mio sogno!
Son nata nel sobborgo,
e solo l'aria di Parigi m'esalta,
m'esalta e mi nutrisce!
Oh! se Michele, un giorno, abbandonasse
questa logora vita vagabonda!...
Non si vive là dentro, fra il letto ed il fornello!
Tu avessi visto la mia stanza un tempo!

Frugola
Dove abitavi?

Giorgetta
Non lo sai?

Luigi (avanzando d'improvviso)
Belleville!

Giorgetta
Luigi lo conosce!

Luigi
Anch'io ci son nato!

Giorgetta
Come me. Come me, l'ha nel sangue!

Luigi
Non ci si può staccare!

Giorgetta
Bisogna aver provato!
Belleville è il nostro suolo e il nostro mondo!
Noi non possiamo vivere sull'acqua!
Bisogna calpestare il marciapiede!
Là c'è una casa, là ci sono amici,
festosi incontri e piene confidenze

Luigi
Ci si conosce tutti!
S'è tutti una famiglia!

Giorgetta
Al mattino, il lavoro che ci aspetta.
Alla sera, i ritorni in comitiva...
Botteghe che s'accendono di lucie e di lusinghe,
vetture che s'incorciano, domeniche chiassose...
Piccole gite in due al bosco di Boulogne!
Balli all'aperto, intimità amorose...
È difficile dire cosa sia
quest'anzie, questa strana nostagia.

Giorgetta, Luigi
Ma chi lascia il sobborgo vuol tornare,
e chi ritorna, chi ritorna non si può staccare.
C'è là in fondo Parigi che ci grida
con mille voci liete il suo fascino immortal!
(rimangono come in estasi)

Frugola
Adesso ti capisco:
qui la vita è diversa...

Talpa
Se s'andasse a mangiare?
(a Luigi)
Che ne dici?

Luigi
Io resto.
ho da parlare col padrone.

Talpa
Quando è così, a domani.

Frugola
Miei vecchi, buona notte!

(Si avvia col Talpa a braccetto e allontanandosi le loro voci si perdono.)

Frugola, Talpa (mormorando)
Ho sognato una casetta,
con un piccolo orticello.
Quattro muri, stretta stretta,
e due pini per ombrello.
Il mio vecchio steso al sole,
ai miei piedi Caporale,
e aspetta così la morte
(lontani)
che è rimedio d'ogni male!

[Continue]


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October 15, 1999