GIOVANNI GALLURESE

Atto Secondo

La parrocchia di S.Antonio alla punta, eretta su una delle tre cime del Tufudese.

A sinistra una specie di osterìa improvvisata con pampani e vimini. Varî sentieri conducono sulla montagna e più sotto ad Osilo. Ricorre la Sagra di S.Antonio e grande è l'animazione per tutta la gente accorsa. Le donne fanno sfoggio del pittoresco costume del Logudoro. Sulla piazza, in fondo, giovani e ragazze intrecciano la loro danza caratteristica, a volte accompagnata dal ritmo di una fisarmonica o dalla cantilena di un zampograno, a volte dal metro di una canzone cantata dagli astanti. Dentro l'osteria si beve e si chiacchera allegramente: Rivegas tiene in brio una bragata di admici colle sue storielle. Don Pasquale è tutto in faccende.

Si alza la tela.

Rivegas
Don cagnaccio

Bevitori [alcuni uomini del coro]
Don Pasqual! Svelto!

Don Pasquale
Pronto!

Bevitori
Su, Boccal! Non piccin! Ma grandi. Fondi!

Don Pasquale
Più ancor?

Bevitori
Parla il Cid.

Rivegas
Ho sete.

Bevitori
Su, Boccal! Non piccin! Ma grandi. Tondi!
Siamo allegrì, siamo allegrì!

Don Pasquale
E rubicondi! (entra nell'osterìa)

(Don Pasquale ritorna coi boccali pieni e un Bevitore ne prende uno, riempie delle coppe e glielo restituisce dicendo...)

Un Bevitore
Ecco

[Un altro Bevitore]
Vuoto!

Don Pasquale
Ah, conoscete il buon vin.

Bevitori
Oh, oh! Che peste! Tosco!

Don Pasquale
Nettare!

Bevitori (gridando)
Acqua! Droga! Donde viene?

Don Pasquale
Vin celeste!

Bevitori
Birbaccion!

Don Pasquale
Vi piace...

Bevitori
Affoga!

Maria
(staccandosi da un gruppo di persone che assiste alla danza)
Babbo, più non resisto! Cerco, guardo, anelante m'aggiro,
d'ira, d'impazienza mi distruggo;
ma non vedo, no vedo il maliardo occhio di sol che trepida sospiro!

Nuvis
Bôre verrà, ti calma, o figlia.

Maria
È ver, egli è buon, ma turbato è il mio pensier!
(Siede su di un banco di pietra.)

Coro (sul piazzale ... si riprende la danza)
O bianca luna, luna de arghentu,
ch'in s'aere passas coment'e nae
a puppa a bentu;
No, non ti cùes, luna irgonzòsa,
a tie min d'enzo cun s'amorada,
bella ghe rosa.
Beni, t'accùrzia, luna, piu forte,
a nos che giùghere a issa e a mie
Postu gh'in artu b'este sa sorte m'abbrazzo a tie!
Ah, ah, ah!

Rivegas
Don cagnaccio

Bevitori
Don Pasqual! Su, Boccal!
Non piccin! Ma grandi. Tondi!

Don Pasquale
Più ancor?

Bevitori
Parla il Cid.

Rivegas
Ho sete.

Bevitori
Su, Boccal! Non piccin! Ma grandi. Tondi!
Siamo allegrì, siamo allegrì!

(campanella della chiesa)
(Dal sentiero destro scende Giovanni, accompagnato da Bastiano, e giunto a metà si ferma per contemplare qual gaio brulichìo. ... La danza è cessata e il popolo, all'appello della campana, va in chiesa, ma gradatamente e senza premura, in modo che l'ultimo crocchio che parlava col vecchio Nuvis, entra richiamato dal canto di S. Antonio.)

Giovanni
Ecco la folla turbinante!
Lieto un peana di gioia intorno echeggia,
invido l'occhio mio irrequieto mira e lampeggia!
E l'alma fiammegiante di desìo,
come un faciullo grida avidamente:
ho sete, ho sete anch'io di tripudio innocente!
Ma il grido mio si perde nei selvaggi
recessi del mio esiglio,
ove non entrano del sole i raggi
a palesare il pianto del mio ciglio!
(riprende la discesa)

Bastiano (trattenendolo)
Amico, non andar, pien di perigli è questo passo.
Ascoltami, prudenza.

Giovanni (indicando Maria)
Vedi colei che tutto m'ha conquiso,
seducente beltà, mio paradiso?
Piena di vezzi incantator m'aspetta
la bella desolata sul cammin:
ah, a lei io corro, a l'anima diletta
al mio possente a mor, al mio destin!
(di fretta va a raggiungere Maria)

Maria (con viva gioia)
O Bôre, finalmente! qual ansia, quale ambascia!

(Bastiano, preoccupato, a lenti passi discende il sentiero. ... Intanto molta gente si riversa in chiesa.)

Maria
Or ti guardo e mi sento un ardor di dolci affetti,
una tenera ebbrezza, un gra contento,
o caro, unico ben, t'amo, t'adoro!

Giovanni
O nata per amar, o discesa dal cielo,
eccelsa e pura fulgida creatura,
a te m'inchino come a un santo altar!

Maria
Amor, tu sei l'ardente mio bisogno,

/ Giovanni
| Tu sei l'almo riposo che racqueta me, affranto viator;
| tu sei la meta, sospiro del mio cor,
| tu sei la luce, la meta, sospiro del mio cor!
|
| Maria
| la mia infinita, soave voluttà,
| il radioso sogno di mia felicità,
\ il radioso sogno di mia felicità!

/ Maria
| Ah, di vissima speme mi bei,
| e in petto accendesi novo gioir!
|
| Giovanni
| Divina vergine, eletta sei,
\ meco a dividere gioie e martir!

Entrambi
Ah, t'amo!

(L'ultimo crocchio di gente entra in chiesa. Nuvis che stava conversando con loro in fondo, irtorna verso Maria e Giovanni.)

[Durante la scena seguente, i tre gruppi procedono nello stesso lasso di tempo: nella chiesa, il coro si leva il Canto a S. Antonio; nella piazza, Giovanni col Nuvis e Maria, poi col Bastiano; e nell'osteria, Rivegas coi Bevitori. Giovanni sorprenda il discorso di Rivegas.]

***
- Canto a S. Antonio -

Coro dentro la chiesa
O fra i santi santissimo,
o di nobil prosapia antico sangue,
Tu che spregiando vanità e ricchezze,
il rigor de la Croce ami ed eleggi;

Tu che le lunghe, tormentose notti
trascorri in grembo a Dio versando lacrime,
e travagliando l'affannato petto d'infocati sospiri;
Tu che t'inalzi di crescente gloria, per novelli miracoli,

O fra i santi santissimo... [ripete]
Tu che le lunghe, tormentose... [ripete]

Benigno ascolta le ferventi preci,
i nostri voti accogli. Amen.

***
Nuvis
Si leva il canto al nostro Santo, figli a pregar.

Maria (a Giovanni)
Andiamo in chiesa, io vo' prostesa, grazie implorar.

(Cominciano ad allontanarsi, ma Giovanni all'udire le prime parole di Rivegas si ferma e si pone in ascolto.)

Rivegas (nell'osteria)
Io sempre ve l'ho detto: un maledetto ci trascina a la rovina il bel paese.

Bevitori
Ah, ti comprendo... È il tremendo...

Rivegas (con un vocione)
È Giovanni Gallurese!

Giovanni
Cos'è?

Maria (spaventat, stringendosi a Giovanni)
Ah! Non hai udito? là, quel nome obbrobrioso han proferito!

Bevitori
Che birba! Che taccia! Che nome! Che faccia!

[denotato un taglio facoltativo: VI-]

Rivegas
Oggi v'uccide, ruba domani, fa turpi gesta, d'ogni color...

Giovanni
Che ascolto?!

Rivegas
... e su monti, e su piani dissemina il terror!

Bastiano (in disparte)
Ah, spudorato!

Giovanni
È mostruoso!

Bevitori
Ma nessun lo distrugge? Perchè è forte...

Rivegas
... Ah ah ah ah ah! Perchè fugge!

Maria
A sentir di quel mostro, vedi amor,
(gli porge le mani)
divento fredda, diaccia, e tremo tutta.

Giovanni (baciandole le mani)
Povera mia fanciulla

[termina il taglio facoltativo: -DE]

Rivegas
E l'ultima ascoltate;
quel briccone aveva osato di rapir Maria

Maria
Ascolta, parlano del fatto

Rivegas
(gesti di sorpresa e d'indignazione) [dai bevitori]
Sì, di rapir la vaga montanina, fra le belle osilesi la più bella!

Giovanni (fremente)
Infame!

Bevitori
Quell'uomo è un satiro! Belva da bosco!
Mostro dicono deforme e losco! Occhio alle figlie!

Giovanni (fremente)
Infame!

Bastiano
Qual periglio!

Rivegas
Ei ve le ruba tutte, tutte, e lascia sol le brutte!

Giovanni (fremente)
Infame!

Bastiano
Mentitore!

Giovanni
Lo voglio punir!
(Vorrebe slanciarsi nell'osterìa, ma come vede che Maria gli si avvicina s'arresta.)

Maria (con abbandono)
Oh, come fiera di te io son, mio salvatore!
(e si avvicina al padre)

Giovanni (fra sè)
Io più non reggo!

Maria (ritornando a Giovanni)
Con te secura mi sento.

Giovanni (a Maria)
Va, Maria, t'affretta in chiesa e sii tranquilla, tosto verrò.
(le prende le mani e gliele bacia)

(Maria e il padre si avviano alla Chiesa. ... Si volta e dice...)

Maria
Mio Bôre, non tardar! (va in chiesa)

Bevitori
Ebbene, il tuo racconto?

(Giovanni sconvolto, furente, si avvicina di più all'osterìa e si pone in ascolto. Bastiano è con lui.)

Rivegas
La ragazza a quel selvaggio fu da me strappata...

Giovanni
Strappata a me?
(la sua mano corre tremante all'impugnatura del ferro che tieno celato)

Rivegas
... e ridonata al padre!

Bevitori
Ah bravo, bravo!
È sempre il Cid! Galante caballero!

Giovanni
Sfrontato e disonesto!

Bevitori
E l'orco? E il brutto?

Rivegas
Ah ah! pronto a fuggir!

Bevitori
E la ragazza? E il guiderdon?

Rivegas
Un bacio!

Giovanni
Oh Dio, che odo!

Bevitori
Un bacio sol?

Rivegas
Infinità d'abbracci

Bevitori
Null'altro ancor?

Rivegas
Or per modestia taccio.

Giovanni
È troppo! (fa per precipitarsi dentro l'osterìa)

Bastiano (trattendendolo)
No!

Giovanni
Mi lascia!

Bastiano
Dissenato!

Giovanni
Lo smaschero!

Bastiano (supplicando)
Amico, se tu m'ami, resta, debb'io smentirlo
(trae Giovanni un po' lontano dall'osterìa)

Giovanni (con un profondo accento d'angoscia)
È la calunnia l'arma del vile! ecco perchè s'addensan su di me
l'anatema inesorato e l'odio furibondo!

(Si lascia cadere sul banco di pietra e in un singhiozoo, a stento trattenuto, si riassume l'inesauribile strazio di quell'anima forte.)

[Fini il coro il Canto a S. Antonio]

(Bastiano entrando improvvisamente nell'osterìa scoppia in una sonora risata. Stupore e silenzio generale; tutti guardano il nuovo venuto.)

Bastiano (sghignazzando a piacere)
Ah ah ah! Ebben, voi gli credete?
(ridendo) Ah ah ah! E col vin fole bevete a sazietà!

Rivegas (alzandosi spavaldo)
Oh, ragazzo malaccorto,

Bastiano
Cantastorie, fanfarone,

Rivegas
Che t'immischi io non sopporto!

Bastiano
Mentitore, gran buffone!

(Rivegas mette mano all'elsa e fa sembiante di voler uscire dai tavoli; tutti gli astanti si alzano e si intromettono.)

Bevitori
Che furor! Perchè? Cospetto!

Bastiano
Egli tentò rapir la montanina che un ignoto salvò
(con violento gesto accennando a Rivegas)
l'eroe ... fuggi!

Bevitori
(si leva un pandemonio di risa e di esclamazioni)
Ah ah ah, Ah ah ah! ecc.
Evviva il Cid! El caballero! Ah ah! l'eroe ,
Lama de Cataluña. Ah ah ah, ah ah ah! ecc.
(Escono sventolando i cappelli e salutando ironicamente Rivegas)
Adios gloria de España! Ah ah ah!
(vanno via, dirigendosi in chiesa)

Rivegas (a Bastiano)
Per Nostra Donna, ben ne avrò vendetta!
(Si avventa all'uscita e come uno spiritato prende il largo, ma una mano poderosa lo arresta. Bastiano e Don Pasquale guardano da dietro il pergolato.)

Giovanni
Alto, messere...

Rivegas (indietreggiando spaventato, balbetta...)
Voi... voi... voi qui...

Giovanni
Per te, io m'arrovello qui, ladro d'onor!
(ghermendolo pei panni)
Bada, ch'io più non oda la tua voce il mio nome straziar,
chè ove tu sia, sulla mia fede, sul mio amor ti giuro,
l'armata mano mia su te cadrà.
(col massimo disprezzo) Vanne, mi fai ribrezzo!
(lo allontana da sè, come uno colto da nausea, ed entra nell'osterìa)

(Rivegas, livido di repressa rabbia, si sfoga in sengi di minaccia, e quando giunge vicino alla chiesa, s'imbatte in Josè che stava verso di essa dirignedosi.)

Don Pasquale
O amico mio, pazienza, or siedi un po', bevi un bicchier.

(Bastiano, Don Pasquale e Giovanni prendono posto ad un tavolo.)

(In questo momento comincia ad uscire la processione dalla chiesa per avviarsi al villaggio)

Rivegas (affannosamente a Josè)
Fermati, piantati, qui... guardalo vigila, è lì...
bada, no fare scappar, vado i soldati a chiamar!

Josè (indolente e con flemma)
Intrepido e caro signor, sembrate cascar dal terror, spiegatevi.

Rivegas (scuotendolo)
Stupido, muoviti, è là il Gallurese

Josè (dando un balzo)
Noi miseri! perduti! spacciati!

Rivegas
Diavolo, coraggio! che colpo! Tien d'occhio la grotta, io corro...
(va via di corsa)

Josè
Mi lascia gentil! Come trotta!
(avanzandosi con grande circospezione)

(La folla s'inginocchia e canta, e s. Antonio apparisce davanti la porta della chiesa.)

/ Coro
| Tu che t'inalzi di crescente gloria,
\ che t'inalzi di gloria, per novelli miracoli.

[nello stesso lasso del tempo col coro]

/ Josè
| Che brividi! io tremolo! palpito! olà!
| bicuspide satana, ch'esci dal suolo
| Tropéa dov'è? Livido spettro, va, va, t'arretra,
| terror de' miei sogni! m'involo!
|
| Giovanni (uscendo dall'osterìa)
\ Mio buon Pasqual, l'amor mio m'aspetta.

Josè
(giunto in mezzo alla folla grida, dimenando le braccia...)
Salvatevi! Giovanni Gallurese colla sua banda,
qui, su voi, precipita! (fugge)

Giovanni
Ah, maledizion!

Don Pasquale
Fuggi!

Giovanni (con grande ansia)
E Maria?

Coro [il popolo]
Misericordia! Chi ci salva? Oh Sant'Antonio! Santo protettor!

(Quella folla compatta, roccolta nel fervore delle orazioni, si scompiglia, si disgrega; chi fugge, chi, dopo di essersi alzato, ricasca in ginocchio implorando: donne che stringono fra le braccia i figli e trascinano i mariti ancora indugianti; uomini che cercano di rincorarsi a vicenda. Il Santo vien fatto rientrare e la chiesa si rinchiude, dopo che la gente, che vi era dentro, furiosamente ne è uscita. Giovanni, ritto, immobile, colle braccia conserte, mira da lontano quella tempesta.)

Coro
Misericordia! Ci soccorrete!
Misericordia! Vergine santissima! O Madonna del Monte!
Vengon? Pare! Quanti son? Li dicon duecento!
Uhm, un esercito! Corriamo! Rifuggiamo in paese!
Lesti! Fuggiam di qua! Fuggiam di là! Rifuggiamo in paese!
(le donne s'inginocchiano)
O Madonna santissima del Monte, ci soccorrete!

Maria
(uscita dalla chiesa si avanza correndo e gridando in preda al terrore)
Bôre, Bôre, ove sei?

(Giovanni le va incontro.)

Coro
Santo protettor! ... Vengon! Corriamo!
Lesti! Rifuggiamo in paese! Fuggiam di qua!
Ah, ci ammazzeran! Ci strapperan le figlie! Fuggiam!
(Il popolo fugge rapidamente in tutte le direzioni.)

Nuvis (impreca disperato)
O che vita d'inferno! ognor ambasce, soprassalti, amarezze!
(e levando le braccia al cielo in atto di preghiera si abbandona sul banco di pietra, poi esce lentamente.)

Bastiano (a Don Pasquale in disparte)
Che mondo infame! l'anima più mite, il cor più generoso!

Maria (sollevandosi dolcemente)
Bôre mio, mi parea di morir!

Giovanni
Trepida sempre, sempre folli paure

Maria
Sì, quell'uomo mi funesta la vita, mi funesta l'amor!
Ah, come tremo! Vieni, vieni, partiam.

Giovanni (con passione)
Sovra il mio sen la fronte tua fida si posi.

Maria (dolcemente)
Amore e securtà sovra il tuo seno io trovo ognor.
(e torna ad abbandonare la testa sl di lui petto)

(Giovanni improvvisamente la lascia, balza in mezzo ai due amici e afferrando il braccio del compagno grida...)

Giovanni
Bastiano!

(Dopo alcuni istanti di intensa, di terribile ascoltazione, Giovanni, seguito da Bastiano, si slancia sul piazzale della chiesa e guarda nella sottostante valle.)

Don Pasquale (affrettandosi a sgombrare sedie e tavoli)
Gnaffe! tira vento sinistro! al largo, al largo!
Quegli amabili padroni non san pagar lo scotto.

Maria (andando ansiosa incontro a Giovanni che ritorna)
Ahimè! che avvien?

Giovanni (con accento terribile)
Son gli spagnuol, gli avidi segugi,
che spiano l'acre odor di carne umana, e ansanti, trafelati,
forse del tuo temuto Gallurese corrono in traccia! Vado.

Maria (spaventata)
Parti?

Giovanni
Sì.
(si slancia sul sentiero destro e soffia a tutta gola nel suo corno.)

Maria (perplessa)
Oh Dio!

Bastiano (sotto voce)
Che pensi?

Giovanni
Tosto coi compagni spiarli da la Tomba Paladino,
e poi ... vittoria o morte!

(I dodici compagni di Giovanni appariscono, improvvisamente, sul sentiero, ma Bastiano li arresta con un gesto.)

Bastiano (gridando)
Via! (e sparisce con loro)

Giovanni (a Maria)
Mio amore, addio

Maria
Tu m'abbandoni? sola perduta!

Giovanni
(guardandola con una espressione d'indefinibile angoscia)
O strazio mio! Maria, perdonami!

Maria (severamente)
Vanne, vanne! anche tu
(getta le braccia al collo del padre e scoppiando in pianto esclama...)
Ei più non m'ama, ingrato!!

Giovanni
(a quest'amaro rimprovero è violentemente tentato a svelarsi, ma, riuscendo a dominarsi, grida...)
(disperatamente) Maledetta la mia vita!
(e guadagnando l'altura sparisce)

(Don Pasquale ha chiuso l'osterìa e se ne va dal sentiero sinistro zufolando.)
(Un gruppo di soldati entrano marciando guidati da un ufficiale; accanto a lui è Rivegas pure armato. Il piotone viene fermato nel centro della piazza con un cenno dell'ufficiale, il quale si dirige insieme a rivegas verso l'osterìa. Maria e il padre che stavano incamminandosi alla volta del paese, vedendo i soldati s'indugiano.)

L'Ufficiale
O desolatzion! nessun c'è qua!

Rivegas
Maledizion! lo fecero fuggir!

(L'ufficiale scorgendo il vecchio e la ragazza va loro incontro. Rivegas rimane indietro.)

L'Ufficiale
Ehi, buon uomo, quel birbone, quel be tomo,
dèmone di Giovanni Gallurese non hai visto?

Nuvis
Lo cercate? bene fate! liberateci il paese da quel tristo!
Un bel giorno ebbe l'ardire di rapire questa cara figlia mia!

(L'ufficiale guardando la fanciulla con provocante ammirazione)

L'Ufficiale
Cara inver, per sacristìa! bel boccone!
(la carezza e la tocca)
È di gusti il furbacchione!

(La fanciulla, arrossendo, ripara dietro le spalle del padre)

Nuvis (indignato, si scosta)
Messer ufficial, buona fortuna.

L'Ufficiale (indispettito)
E te colga ogni mal!
(fa cenno ai soldati di tornare indietro)

Soldati [coro]
(indugiandosi ad ammirare la fanciulla)
Vezzosa montanina! Appetitosa e bella!
Perchi in guerra cammina, sarìa propizia ancella!

L'Ufficiale
(spingendosi sulla località a sinistra della chiesa)
Quatti, quatti e silenzio!
(partono con Rivegas)

Soldati (tratto tratto voltandosi)
Appetitosa!

(Giovanni, coi compagni, si precipita dal sentiero destro alla rincorsa dei soldati.)

Maria
(che lo ha ravvisato, grida spaventata)
Bôre! Mio Dio, che turbamento!
Babbo, vedi, sugli spagnuoli
egli si getta come una furia, come un uragano!
(ritorna rapida e sale il sentiero di destra)

(si odono le prime archibugiate)
Misericordia! Babbo, me l'ammazzano!

(altri colpi)

(agitatissima, monta sul punto più alto e si protende)
Vo' vedere.

Nuvis
Bada, Maria, sul vuoto ti protendi!
(cerca di salire sul sentiero destro)

Maria
Ah, li vedo! son là! ma Bôre ov'è?
(altri colpi)
Gesù che mischia orrenda! che trambusto!

Nuvis
Discendiamo, è un quadro miserando, lo vedo colla mente!

Maria (sussultando)
Eccolo!
(altri colpi)

(protendendosi con l'aria smarrita)
Bôre! Bôre!
(ad un tratto sospira e sorridente esclama...)
Lo guarda! Rapido qual lampo, forte come un leon,
possente bello siccome un Dio!

Nuvis
La vista mia, lo sai, fin la non giunge,

Maria
Ah, nuovamente scompar!

(Cessano i colpi e il tumulto.)

Maria
Che avvien? Fuggiron? Tutto tace!

(Giovanni circondato dai suoi uomini, si mostra in cima al sentiero sinistro e dice...)
Giovanni (con voce poderosa)
La libertà, il sogno inebriante de la vita,
vince, grandeggia, e all'immite stranier
dà guerra e morte!

I Compagni di Giovanni [alcuni uomini dal coro]
(dall'alto della roccia e dal sentiero, entusiasti gridando...)
Hélà! Hélà! Libertà!

(Maria corre ad incontrare Giovanni e gli getta le braccia al collo.)

Maria
Bello! bello ed eroe!

(I compagni di Giovanni trascinano legato Rivegas, tirandolo come un asino restìo e ingiurandolo...)
I Compagni
Mulo testardo! Mulo bastardo!
Putente mostro! Viso da forca!
Lingua di rostro! Lingua che storca! Bestia!

Rivegas (livido di rabbia e di paura)
Scagnardi!

I Compagni
Gnocco!

Rivegas
Codardi!!

Maria (a Giovanni, con esaltazione)
Ma di' chi sei? Mio Bôre, chi sei tu?

Giovanni (trasalendo)
Bôre mi chiamo

Maria
Non basta! tutto vo' saper!

Giovanni
Lasciami, vado.

Maria (abbracciandolo più fortemente)
No, parla! Parla!

Giovanni
Eterna mia tortura!

Maria
Parla!

Rivegas (a Maria)
Lo vuoi saper?

Rivegas (ghignando con gioia selvaggia)
Ah ah ah! Giovanni Gallurese! Ah ah ah!

Maria (grido)
Ah!

(Maria abbandona le braccia che serravano Giovanni, prorompe in un urlo di terrore, retrocede allibita e fugge all'impazzata. Il vecchio Nuvis, con l'aria di chi non comprenda, si fa il segno della croce e barcollando tien detro alla figlia, tratto tratto voltandosi con un senso di paura.)

Giovanni
(che ha seguito con lo sgardo disperatamente la sua amata, ritornando dice a Rivegas)
Vile, tu m'hai distrutto il paradiso!
(Soffocato da singhiozzi si lascia cadere sui gradini della chiesa con la testa fra le mani.)

(I compagni trascinano, verso il fondo e minacciandolo, Rivegas che talvolta tenta ribellarsi.)

Cala la tela.

Fine dell'Atto II


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April 12, 1999